Come parlare in pubblico e vincere la paura

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Una persona in genere teme di parlare in pubblico più della morte. Le stime dicono che il 75% delle persone soffre di una forma di ansia o panico quando deve parlare in pubblico.

Il panico e la paura che le persone affrontano spesso si estende a tutti i tipi di presentazioni, inclusi incontri, discorsi, video webinar. Peggio ancora, si manifesta nelle aree dove conta di più: lavoro, lezioni universitarie, esami, etc.




La buona notizia è questa: parlare in pubblico e presentare sono abilità che si apprendono. Non c’è bisogno di avere delle doti particolari per eccellere nella presentazione; basta lavorare diligentemente e fare pratica.

Perché abbiamo paura di parlare così tanto in pubblico?

Non solo ci innervosiamo ma creiamo il fallimento nella nostra mente, creando i “scenari peggiori”. Abbiamo paura di non essere all’altezza, ed è questa “paura della paura” che ci fa entrare in un ciclo infinito di sofferenza inutile.

Le nostra mente razionale ci comunica lo scenario peggiore per prepararci, ma questo comportamento fa il contrario, scollegandoci totalmente dal presente e creando una profezia auto-avverante di una pessima performance.

Una parte integrante della conquista della paura e dell’ansia è la comprensione dei processi e dei sintomi che ne derivano. Una volta che siamo in grado di identificarli, possiamo imparare come annullare le nostre risposte automatiche al panico e recuperare il controllo.

Questo processo lo faremo in tre punti.

Riconoscimento: questo aumenta la consapevolezza delle risposte del nostro sistema nervoso e identifica i fattori scatenanti dell’ansia.

Interruzione: questo utilizza metodi fisici e psicologici per fermare il ciclo di paura.

Controllo: il riconoscimento e l’interruzione aumenterà gradualmente la nostra capacità di tollerare, adattare e persino sfruttare l’ansia e l’energia nervosa.

Ora il momento di valutare le tue sensazioni e reazioni di ansia prima di parlare in pubblico.

Ricorda i sintomi passati e immagina di dover tenere un discorso ad una grande folla di persone. Annota i sintomi che si verificano quando immagini il discorso. Qualsiasi cosa, se ti tremano le gambe, tic facciali, sudorazione, secchezza delle fauci, etc.

Quindi scrivi ciò che si teme del parlare in pubblico, senza giudizi o inibizioni. Pensa allo scenario del peggiore e mettilo sulla carta. È importante vedere oggettivamente le nostre paure, perché più riusciamo a comprenderle e a prenderne le distanze, più facile sarà superarle.

"Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare."

La scienza della paura

Prima o poi tutti sentiamo paura, ansia. A volte si manifesta il vero e proprio panico, lasciandoci incapaci di parlare, agire o anche pensare in modo chiaro.
Altre volte può essere più insidioso e farci preoccupare di ogni problema potenziale e immaginario. Perché in effetti, magari, ci sentiamo così quando siamo sotto esame, sia sul palco con migliaia di occhi che ci fissano o davanti a una telecamera.

Una teoria è che si tratta di una cosa che ci portiamo dietro dall’alba dei tempi quando eravamo cacciatori-raccoglitori, quel senso di essere osservati ci faceva sentire come una preda.

Nelle regioni selvagge essere al centro dell’attenzione raramente è una buona cosa, quindi è naturale che il nostro cervello percepisce l’attenzione come una minaccia, e l’istinto “attacco o fuga” interviene.

Un’altra questione è che con l’evoluzione delle dinamiche sociali umane, l'”appartenenza” ad un gruppo è diventato un aspetto importante della psicologia della sopravvivenza.

Così, l’eventuale umiliazione pubblica attinge alla paura primordiale dell’esilio da un gruppo che sarebbe avvenuto nell’antichità.

Sistema nervoso autonomo

L’ironia è che l’ansia deriva da un sistema progettato per rispondere alle minacce e tenerci al sicuro, chiamato sistema nervoso autonomo. Ulteriormente suddiviso in parasimpatico e il sistema nervoso simpatico. Questi due coesistono creando un delicato equilibrio di reazioni.

Il sistema parasimpatico è responsabile di mantenerci in uno stato di calma, lasciandoci tranquilli, quando ci sentiamo a nostro agio.

Il sistema nervoso simpatico è responsabile della reazione di attacco o di fuga e ci aiuta a rispondere rapidamente ai pericoli alimentando i nostri muscoli.
È un sistema di risposta primordiale che si è evoluto quando i predatori naturali erano ancora una minaccia e il nostro corpo aveva bisogno di un modo per renderci più veloci e più forti.

Il problema è che il nostro corpo non tende a discernere molto bene tra i diversi livelli di minaccia, così quando l’idea di qualcosa di solitamente innocuo ci preoccupa (come la paura dell’imbarazzo pubblico), il nostro sistema nervoso va in confusione.

Come risultato anche le minacce minori possono innescare lo stesso tipo di risposta. Peggio ancora, il sistema non si ferma semplicemente quando il pericolo percepito cessa, continua e può farci sentire per diverso tempo a disagio e stanchi.

Il sistema parasimpatico è composto da nervi craniosacrali, che controllano molti dei muscoli del viso, della gola, dello stomaco, degli organi e della zona dell’inguine sopra l’osso sacro.

Quando il sistema si attiva, produce elementi chimici che provocano la risposta allo stress, molti dei processi del sistema parasimpatico sono messi in attesa.
Fondamentalmente, il nostro corpo dice: “Affronta questa minaccia ora e potrai digerire il tuo pranzo più tardi! (Questo è il motivo per cui ansia e problemi di stomaco sono spesso legati).

Gli effetti della paura e dell’ansia sono più facilmente comprensibili se scomposti nei loro diversi sistemi. Quando il sistema nervoso simpatico si attiva, possiamo sperimentare quanto segue:

Effetti fisiologici: questo può includere una maggiore attività cardiovascolare, un cambiamento nel flusso sanguigno (dalle estremità ai muscoli) e un cambiamento nella velocità e profondità della respirazione.
Il sudore viene prodotto per aiutare a bilanciare la temperatura corporea, le nostre bocche e gole si stringono e si asciugano. Meno sangue all’apparato digerente con conseguenti disturbi allo stomaco di vario tipo.

Effetti psicologici: la maggiore attenzione e la percezione delle minacce rende difficile concentrarsi e può contribuire a far sì che la mente diventi “vuota”. Le reazioni emotive includono una maggiore sensibilità ai nostri sintomi, panico, nervosismo e paura.

Effetti comportamentali: i processi fisici e psicologici di cui sopra sono progettati per uno scopo: aiutarci a combattere o fuggire. Non dovrebbe essere una sorpresa che il nostro comportamento subconscio si adatta a questo, rendendoci tesi, scattanti e aggressivi oppure timidi e vulnerabili.

In contesti sociali, inibiamo tali comportamenti, in modo che si manifestano in altri modi, tra cui tic nervosi, incrociando le braccia, troppo rilassamento, mani che sudano, occhi tremolanti o rivolti verso il basso.

Respirazione profonda per fermare l’ansia

Nel capitolo precedente abbiamo guardato il sistema nervoso autonomo e la responsabilità che ha nelle nostre reazioni “attacco o fuga” e sulla digestione (risposta del sistema nervoso parasimpatico). Vediamo ora le azioni che si possono intraprendere per interrompere il panico, ma prima esaminiamolo più da vicino.

Il panico si verifica quando notiamo gli effetti del nostro sistema nervoso simpatico (ad esempio, cuore da corsa, secchezza delle fauci, ginocchia deboli, etc.) e si trae una conclusione negativa (e spesso imprecisa): assumiamo che, poiché il nostro corpo risponde “negativamente”, dobbiamo essere in preda al panico.

La verità è che anche se siamo nervosi, gli effetti collaterali del sistema nervoso simpatico sono completamente naturali e possono essere gestiti. L’errore che spesso commettiamo è quello di assumere che il nostro corpo è fuori controllo, ed è la nostra reazione a questa percepita mancanza di controllo che ci fa cadere nel panico.

Probabilmente l’hai già sentito prima, ma la consapevolezza è un modo molto efficace per interrompere questo processo fin dall’inizio.
Ma come si inizia la consapevolezza quando si entra in uno stato di panico?

La risposta è iniziare con un solo respiro.
Un respiro profondo.

Tutti possono farcela, ed è il primo, più semplice e più potente modo per riprendere il controllo mentre ci prepariamo a tenere un discorso o una presentazione.
L’esecuzione di un respiro addominale profondo segnala al cervello che stiamo coinvolgendo il sistema nervoso parasimpatico.
Partendo da questo gesto diventa molto più facile gestire le nostre risposte mentali ed emotive. Come può essere così potente fare un respiro?

In poche parole i nervi che portano i segnali al sistema nervoso parasimpatico e simpatico risiedono in diverse parti del corpo.
Coinvolgendo attivamente i nervi che si collegano al sistema nervoso parasimpatico, ricordiamo al corpo di bilanciare gli effetti dell’ansia e di controllare le nostre risposte di panico.

Il sistema nervoso è una strada a doppio senso di marcia.
Possiamo influenzare attivamente il nostro sistema nervoso stimolando le aree che svolgono un ruolo nel sistema nervoso parasimpatico e controllando la nostra respirazione per ridurre la frequenza cardiaca.

Il denominatore comune della maggior parte delle tecniche di respirazione è che abbiamo bisogno di respirare nella zona dello stomaco, profondamente e lentamente.

Relativo a questo argomento posso indicarti il mio semplice corso sulla meditazione dove sono spiegate anche alcune tecniche di respirazione. Lo puoi trovare al momento su Udemy (a breve lo importerò anche su MigliorareSempre).

“Tutte le miserie dell’uomo derivano dalla sua incapacità di isolarsi in una stanza e restarsene in pace da solo.”

Postura, espressioni ed i gesti

Possiamo usare un’immagine ovvia e pensare alla postura come la “spina dorsale” di una buona tecnica di presentazione, una base su cui poggiano tutte le altre nostre capacità, come la corretta respirazione e la voce.

La prima impressione di una persona viene valutata in soli 5 secondi, quindi spesso siamo giudicati prima ancora di aprire la bocca per parlare. Per chi deve parlare in pubblico rende la postura cruciale, in quanto è la base del nostro linguaggio del corpo.

Nonostante alcune polemiche sull’efficacia delle “Power Poses”, una buona postura comporta l’assunzione di più spazio e proietta un’aria di fiducia che altri notano, sia consapevolmente che inconsapevolmente.
Questo posizionarsi crea positività: le persone rispondono in modo più positivo e noi, a nostra volta, acquisiamo più fiducia in noi stessi.

Qual è la posizione ideale?

Prenditi un momento per osservare la tua postura naturale senza alterarla.

Nota come sei messo. Curvo? Chiuso a riccio?

Queste posizioni tolgono energia ed entusiasmo, non è piacevole da guardare e scoraggia l’ossigenazione del corpo.

Per contrastare queste posizioni sviluppa lo spazio del tuo corpo dal basso verso l’alto. Alzati se puoi o siediti con la schiena dritta.

Noi tutti tendiamo a favorire un piede sul quale poggiamo la maggior parte del peso del nostro corpo. Cerca di distribuire il tuo peso su entrambi.

Percepisci il peso sia sui talloni che sulla pianta in modo che sia distribuito proporzionalmente.

Ora rilassa i fianchi e lascia che il busto si distenda e si apra naturalmente. Una curva naturale e confortevole nella schiena è incoraggiata dall’apertura delle spalle e dalla distensione della parte superiore della colonna vertebrale dalle scapole fino al punto tra le orecchie dove finisce la spina dorsale.

L’irrigidimento del collo spesso deriva da uno squilibrio della colonna vertebrale e da un carico eccessivo della nostra testa in modo errato.

Dovresti sentire il peso che prima caricava sulle spalle alleviare mentre la colonna vertebrale prende il carico. Prova fino a quando il peso del cranio si sente a malapena sulle spalle.

Ora fai un respiro profondo. Dovresti notare che riesci a respirare in modo più profondo, in poche parole hai guadagnato più capacità polmonare.
Stare in posizione eretta e aperta facilita molte delle tecniche di respirazione e vocali ed è un passo fondamentale per sentirsi sicuri ed autorevoli.

Espressioni e gesti

Una cosa importante, se contestualmente appropriato, è sorridere.

Il sorriso coinvolge anche i nervi del sistema nervoso parasimpatico e ci fa sentire più a nostro agio.
Se non è appropriato sorridere (sei ad una riunione finanziaria dove devi dichiarare delle perdite), fai in modo che la tua espressione corrisponda al tuo messaggio e tieni la testa alta e la faccia ben in vista.

Evita espressioni che potrebbero essere fraintese come arroganza o compiacimento, come sorrisi o sorrisi “falsi” (un sorriso falso è un sorriso “di sola bocca” che non coinvolge gli occhi).

Poi, guarda i tuoi gesti. Cosa stanno facendo le mani e le braccia?

La comunicazione non verbale è estremamente importante. Usa gesti controllati per sottolineare i punti importanti e assicurati che i messaggi corrispondano. Non limitarti a sventolare inutilmente le mani perché questo può distrarre. Prepara i gesti in anticipo per il tuo discorso.

Sfrutta il potere della voce

Ti capita mai di avere bocca e gola secche mentre ti presenti? Hai mai notato che cantare sotto la doccia può farti sentire più rilassato? C’è una spiegazione scientifica per questi fenomeni.

Una delle funzioni del sistema nervoso parasimpatico è di controllare le ghiandole salivari della bocca. Quindi, un effetto collaterale di noi che entriamo nella fase “attacco o fuga” è che c’è meno saliva prodotta.

D’altra parte, praticare il lavoro vocale, come il canto, stimola il nervo glossofaringeo nella parte posteriore della gola, che è una componente importante del sistema nervoso parasimpatico.

Questo nervo corre vicino al nervo vago, che gioca anche un ruolo importante nel riportarci nello stato di “riposo e digestione”, fungendo da forza equilibratrice contro l’ansia e calmando i nostri nervi.

Possiamo sfruttare questo effetto praticando tecniche di riscaldamento vocale prima della presentazione, questo ha il vantaggio di migliorare la chiarezza e la potenza vocale e di aggiungere toni più ricchi e profondi alla tua voce.

Importante: non usare troppa potenza o volume all’inizio del riscaldamento, in quanto ciò potrebbe esaurire e danneggiare la voce. Inizia con un volume del 40-50% e lavora gradualmente.

Come riscaldare la voce delicatamente?

Per prima cosa, imiteremo uno sbadiglio. Sbadigliare è un modo gentile di aprire la mascella e allentarla, quindi ripetete il tuo “sbadiglio” 3/4 volte.

Fai un respiro profondo, con il metodo della respirazione diaframmatica (se hai fatto il mio corso sulla meditazione dovresti conoscerlo).

Ora proviamo a canticchiare. “hummm” in bassa tonalità in modo da poter sentire una vibrazione o solletico nella parte anteriore delle tue labbra.
Se conosci le scale musicali utilizzale in questa modalità. In caso contrario, mira a canticchiare almeno qualche passo diverso, riscaldando le diverse zone della gola.

Ora facciamo un po’ di lavoro vocale. Inizia passando attraverso i suoni delle vocali “A, E, I, I, O, O, U” ma prima fai un respiro profondo ed enfatizza il suono in modo da usare il più possibile la bocca. Si dovrebbe sentire questo esercizio nella parte posteriore della mandibola. Assicurati di usare tutta la bocca. Fai il giro di tutte le vocali un paio di volte.

Dopo di che metti la punta della lingua sul palato della bocca e fai di nuovo l’esercizio. Questo attiva i muscoli della parte posteriore della bocca e della mascella e suonerà piuttosto strano! Non preoccuparti, è normale.

Rafforzamento della lingua

L’esercizio successivo è un po’ stravagante, ma è super efficace nell’attivare e rafforzare la mandibola e la lingua, aggiungendo potenza alla tua performance vocale e calmandoti attraverso il nervo glossofaringeo.

Apri la bocca bella e larga e metti il dito sul mento, appoggiando la punta del dito sulla punta (o fossetta) del mento. Mantieni questa posizione. Ora utilizza le scale musicali senza utilizzare la mascella; cioè nessuna apertura o chiusura della mascella come si farebbe normalmente quando si parla.

Per rendere l’esercizio più complesso (ed utile), fai la scala musicale usando due parole che formano due suoni:

  • il primo suono è “la”.
  • il secondo suono è “ga”.

La scala dovrebbe essere composta da nove sillabe, alternando “la” e “ga” in questo modo: “la ga la ga la ga la ga la ga laaaaaaaaaa.” Questo è un giro e dura circa quattro secondi.

Una variante comune è la scala “ta” e “ya”, con la lingua premuta sul palato della bocca.

Preparare il tuo discorso

Capacità di parlare in pubblico

Una routine di pre-discorso ti aiuterà a sentirti fisicamente, mentalmente ed emotivamente più preparato a parlare in pubblico o davanti ad una videocamera.

Un’apertura stimolante che pone una domanda o un problema attirerà l’attenzione del pubblico.

Dale Carnage nel libro “Come parlare in pubblico e convincere gli altri” spiega come fare un discorso che catturi il pubblico.

Per fare questo devi partire subito con un esempio, un episodio particolare, creare un po’ di suspance.
Poi andare subito al nocciolo della questione ed in chiusura mettere in evidenza i vantaggi.

Cerca di concludere SEMPRE una chiamata all’azione (CTA).

Non imparare a memoria il discorso risulterai più naturale ed eviterai il blocco sul palco. Piuttosto impara una scaletta, dei punti da seguire, aiutandoti con le slide che proietti. Utilizza dei metodi di memorizzazione come ho scritto nell’articolo “Come migliorare la memoria” come ad esempio il Palazzo della Memoria.

Prova dello specchio (o video)

Le prove con lo specchio sono quelle in cui ti eserciti semplicemente a fare il tuo discorso a te stesso.
Una soluzione che uso personalmente è quella di registrarmi un video. Con un piccolo cavalletto ed il mio smartphone mi registro e rivedo più volte il video per capire dove sbaglio e migliorarmi. Un metodo molto efficace.

Non essere ipercritico. Prendi coraggio dei tuoi punti di forza e impara a sfruttarli al meglio (una seconda opinione può essere molto utile se hai difficoltà a giudicarti).

Prove dal vivo

Ok, hai provato davanti allo specchio e con lo smarphone ora è il momento di fare pratica davanti a…persone vere e proprie!

Scegli un piccolo numero di amici o familiari a cui vi sentite a vostro agio nel parlare, e fallo! Ricordati di riscaldare il tuo corpo e la tua voce e di mettere in atto i tuoi esercizi di respirazione, pausa e gesti.

Prenditi il tuo tempo, non avere fretta e parla lentamente e con metodo. Perfeziona il processo e non preoccuparti troppo del tempo. Prendi qualsiasi feedback obiettivamente e le domande sollevate da altri potrebbero essere utili per valutare il valore del tuo contenuto.

"Bisogna avere buona memoria per poter mantenere le promesse."

Come respirare bene durante il tuo discorso

Finora abbiamo visto i due lati del sistema nervoso autonomo e fatto pratica con alcune tecniche per stimolare il nostro sistema nervoso parasimpatico per ridurre l’ansia quando si parla in pubblico e per riscaldare i polmoni e la voce.

Partendo da queste tecniche, guardiamo ora come pronunciare un discorso praticamente, in modo che le tue parole siano chiare e tu possa pronunciare una frase senza ansimare.

Super respiro

Come mantenere il respiro mentre parli?

Di solito faccio un profondo respiro addominale prima di pronunciare la mia prima parola e mi assicuro di avere abbastanza aria per farmi superare una bella e intensa frase di apertura. Se senti un nodo in gola e percepisci la preoccupazione che la tua voce si “romperà”, tossisci delicatamente. La tosse coinvolge i muscoli addominali e libera la gola. Poi fai un altro respiro profondo e costante.

Naturalmente quel singolo respiro non durerà in eterno, quindi come si respira durante tutto il discorso?

Quando si è nervosi, la gente tende a dimenticare di respirare o respira solo leggermente con il petto. Questo aggrava il nervosismo stimolando il sistema nervoso simpatico e ci priva di ossigeno. Così abbiamo bisogno di essere in grado di respirare profondamente anche quando parliamo.

Respirare mentre si parla

Ci sono due tecniche chiave per fare questo: il controllo del ritmo e la pianificazione.

Controllo del ritmo

Oratori famosi, come John F. Kennedy o Martin Luther King, usano il ritmo per costruire autorità e coinvolgimento nei loro discorsi.

Controllano il flusso delle parole, comprese le pause intenzionali per far risaltare i loro punti importanti del discorso.
Parlano lentamente, in media poco meno di tre parole al secondo.
Questo è importante per molteplici ragioni:

  • ti dà il tempo di respirare.
  • mantiene la tua dizione chiara.
  • permette al tuo pubblico di comprendere più facilmente.

In particolare, ti fa sembrare più sicuro di te stesso. E quando sembri più sicuro di te stesso, gradualmente, lo diventi.

Un’altra cosa che fanno i grandi speaker è perseverare, anche quando sbagliano. Commettono errori e continuano ad andare avanti.
Il pubblico non farà caso di questi errori se essi stessi li ignorano.

Continuando e mantenendo la calma, sono padroni del discorso e l’errore non ha alcun potere su di loro.

Continuando a prescindere, hanno l’opportunità di finire questi grandi discorsi, che saranno ricordati per il loro messaggio.

Pianifica i tuoi discorsi

Un’altra considerazione quando si prepara un discorso o una presentazione è come pianificare la respirazione.

Ricorda: frasi brevi funzionano meglio! Sono allo stesso tempo più dirette e più facili da capire. Sono anche più facili da dire e aiutano a pianificare bene il tuo respiro.

Quando scrivi le tue presentazioni e i tuoi discorsi, cerca di mantenere le frasi brevi e di costruire delle pause sia per l’effetto che per prendere fiato. Non è necessario rendere visibili i respiri, ma non è nemmeno necessario nasconderli.

Parlare in pubblico: cose da fare e da non fare

Di seguito sono riportate alcune cose che dovreste EVITARE durante la presentazione.

Ignorare il pubblico

Concentrarsi sul materiale piuttosto che sul pubblico è una cattiva idea per una serie di ragioni.

In primo luogo, se stai immerso tra le tue slide non sarai in grado di entrare in contatto con il pubblico.

L’empatia e la consapevolezza sono gli attributi chiave di un grande oratore. Essi consentono di connettersi alle esigenze del pubblico, piuttosto che limitarsi a ciò che si vuole dire. Ti permettono di essere presente, attivo, il che distingue i buoni oratori da quelli grandi.

Immaginarsi le persone nude

Dai ammettilo questo vecchio consiglio è inappropriato e inutile.

Hai già abbastanza cose da tenere a mente quando sei di fronte ad un pubblico che devi anche immaginarti i presenti tutti nudi. Questo è irrispettoso nei confronti del tuo pubblico e ti farà sentire a disagio.

Fare ipotesi

In ogni pubblico c’è una percentuale di persone che hanno espressioni come un bulldog. Prendere questo come una riflessione sulla tua performance è inutile.

La chiave è questa: non fare mai ipotesi basate sull’apparenza, specialmente quando si tratta di un pubblico.

Certo, se stanno ridendo e facendo il tifo, è un bel segno, ma solo perché non lo fanno, non vuol dire che sta andando male. Probabilmente si stanno solo concentrando, sono stanchi o sono preoccupati per qualcos’altro. Non lasciarti ostacolare dalle supposizioni.

Concentrarsi sul negativo

Anche nell’improbabile eventualità che si ottengano facce aspre (i veri e propri disturbatori sono molto rari, dato che la pressione sociale tende a far sì che le persone nascondano le loro reazioni negative), non lasciare che ti facciano sudare.

Per ogni persona contro, c’è probabilmente almeno un altro che si sta godendo quello che dici. Concentrati su quelle persone positive e continua il tuo discorso per ora. Concentrati sul tuo discorso in modo da renderlo il migliore possibile.

Ci sono alcune cose che sono altamente RACCOMANDATE per tutti gli oratori. Di seguito ti riporto le più comuni.

Racconta una storia

Le persone rispondono più fortemente alle storie. Se è possibile utilizza la narrazione come strumento per dare il tuo punto di vista.

Una buona storia è anche più facile da ricordare (il cervello ricorda per immagini ed una storia è fatta d’immagini), in quanto coinvolge la mente e ti coinvolge nel momento in cui la racconti.

Coinvolgere il pubblico

Considera di includerli nel discorso ponendo domande di apertura, facendo in modo che alzino la mano a domande scelte strategicamente. Rimarrai sorpreso di come questo scioglie efficacemente la tensione nella maggior parte dei casi.

Rilassa il pubblico rendendo la presentazione più simile ad una conversazione e quindi meno stressante.

Suggerimenti finali per aiutarti a parlare in pubblico senza paura

Vincere la paura, di qualsiasi cosa, non garantirà mai la sua assenza, ma piuttosto s’impara una serie di strumenti e metodi per superare quella determinata paura oppure ad agire indipendentemente da essa.

  • Ristrutturare la paura: “sono eccitato”. Questo è il mantra che ti devi ripetere quando senti l’ansia che sale prima di un discorso. E’ la nostra interpretazione che determina se andiamo avanti o cadiamo nel panico. Dire a me stesso che sono eccitato aiuta a sfruttare quell’energia e canalizzarla per migliorare le tue prestazioni. La preparazione può limitare e controllare la tua risposta nervosa e puoi usare l’adrenalina residua per creare un entusiasmo contagioso.
  • Esercizio fisico: l’esercizio fisico ripristina il nostro sistema nervoso aumenta l’ossigeno e favorisce il corretto flusso sanguigno. Puoi fare una camminata veloce o un po’ di sollevamento pesi. Fai un’attività che aumenti il battito cardiaco. Evita però di arrivare sudato e senza energie sul palco!
  • Respirazione: la mattina di una presentazione fai diversi cicli di esercizi di respirazione (come abbiamo visto precedentemente).
  • Riscaldamento vocale e scioglilingua: aiutano a prevenire danni alle corde vocali, quindi sono fondamentali prima di usare la tua voce. Ricordi le scale “la, ga” e “ta, ya” ?

In questo articolo abbiamo affrontato la paura di parlare in pubblico, i passi principali per capirla e sfruttarla.

Ora non ti resta altro che la pratica. Comincia a fare i tuoi discorsi in pubblico, vedrai che grazie ai suggerimenti che hai trovato in questo articolo diventerai un oratore eccellente!

"Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico."

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