Imparare come imparare

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Perché dovresti preoccuparti di imparare? La risposta è semplice: perché l’apprendimento è l’abilità più importante del tuo arsenale.

Senza imparare, la vita umana sarebbe estremamente elementare. Saremmo in grado di compiere solo azioni che l’evoluzione ci permette di compiere.

Non avremmo mai fatto i passi necessari per creare il mondo moderno dove viviamo. Senza imparare non sapresti usare il computer (o il telefono). Non sapresti leggere. Non sapresti come fare il 99% di quello che fai ogni giorno.

Fortunatamente, siamo tutti nati con una certa capacità di apprendimento di base che ci permette di fare cose per cui l’evoluzione non ci ha mai preparato. Possiamo imparare la matematica, lanciare razzi nello spazio e condividere le foto dei gatti su Facebook.

Ma soprattutto, l’apprendimento è ciò che ci permette di adattarci. Abbiamo costruito il nostro mondo odierno, imparando e poi facendo gli aggiustamenti per sopravvivere nel nostro ambiente.

Ecco il problema: poiché abbiamo questa linea di base della capacità di apprendimento, spesso pensiamo di imparare nel modo migliore. Questo è impreciso, le persone spendono tanto tempo ed energia cercando di imparare, solo per fermarsi poco dopo perché non sanno come fare.

La scienza dell’apprendimento ha raggiunto un punto in cui possiamo fare alcune conclusioni oggettive su ciò che è efficace e ciò che non lo è.

Mentre ci sono certamente molte domande senza risposta (questo è vero per tutto ciò che riguarda il cervello), questo significa che possiamo trovare sistemi che assecondano il funzionamento del nostro cervello e massimizzare i nostri risultati puramente attraverso metodi di qualità.

Molte persone hanno difficoltà a dare una definizione rigorosa di apprendimento. È uno di quei concetti che tutti noi sembriamo afferrare intuitivamente, e pensiamo ad esso su una base “lo so quando lo vedo”.

Di solito, la definizione è qualcosa come “raccogliere informazioni” o “ricevere istruzioni”. Queste fanno parte del processo, ma non descrivono l’apprendimento.

Un modo semplice per descriverlo con precisione è dire che è il processo di acquisizione di nuove conoscenze, che viene poi utilizzato per modificare il comportamento futuro.

Ma anche questa definizione lascia fuori uno degli aspetti più importanti dell’apprendimento: la memoria. In altre parole, l’apprendimento è descritto in modo più accurato dalla capacità di aggrapparsi alle informazioni che si incontrano.

Questo è il motivo per cui uso sempre la frase “apprendimento e memoria”: i due elementi si completano a vicenda (l’uno non può avvenire senza l’altro). Non si può avere un apprendimento senza memoria.

Ciò significa che qualsiasi metodo di apprendimento che non tiene conto della ritenzione è nel migliore dei casi, inefficiente e nel peggiore, completamente inutile.

Non posso fare a meno di ridere quando vedo i presunti “guru” parlare di quanto sia efficace il loro sistema di apprendimento quando non si parla di ritenzione e quanto sia importante.

Chiunque venda questi metodi come efficaci ti mente.

Ci sono molti strumenti che possono aiutarti a memorizzare le cose. Per esempio, puoi scaricare Anki (o qualsiasi altro programma simile). Vedrai che anche utilizzando i tipi di flashcard più elementari aumenterà la tua capacità di ricordare concetti importanti.

Come il tuo cervello influenza l’apprendimento

Parliamo del rapporto tra memoria ed energia e del ruolo che svolge nell’apprendimento.

La memoria è ciò che ci permette di evitare errori, aggiornare le nostre conoscenze e credenze e utilizzare i segnali del nostro ambiente che assicurano la nostra sopravvivenza.

Il primo passo verso la comprensione di come si ricordano le cose è quello di riconoscere la dinamica energetica che si verifica nel cervello.

Nonostante rappresenti solo il 2% circa del tuo peso corporeo, risucchia in media il 20% dell’energia complessiva (misurata in calorie bruciate).

A causa di questo intenso fabbisogno energetico, il tuo cervello è sempre alla ricerca di scorciatoie che gli permettano di ridurre l’uso di energia. Il memorizzare è la scorciatoia in questa dinamica.

Dov’è l’unico posto dove viaggi di più? Quando dico “viaggio”, non intendo necessariamente “salire su un aereo e andare lontano”. Quello che intendo è un posto dove vai ogni giorno, al lavoro, la casa di una persona cara, qualsiasi cosa.

Voglio che tu descriva in dettaglio ogni singola volta che sei andato in quel posto negli ultimi 3 mesi.

Esercizio facile? Non credo. Il motivo è semplice: alla tua memoria piace generalizzare ogni volta che può, perché combinando ricordi simili si risparmia energia preziosa.

Qual è un posto dove sei stato solo una volta? Pensa a tutti i dettagli della tua visita e cerca di richiamarla nel modo più vivido possibile.

Questo sarà molto più facile. Sai perché? Perché quando si entra in un ambiente nuovo, il cervello scansiona, assorbendo informazioni.

Una componente critica di tutto questo è che pensare in modo intenso è difficile perché il tuo cervello sta lottando in ogni momento per impedirti di usare inutilmente energia. Gli scienziati cognitivi parlano della difficoltà in termini di scioltezza (pensieri facili) e disfluenza (pensieri difficili).

Ecco perché esporci ad ambienti e concetti familiari è sempre più comodo: non dobbiamo pensarci ed il nostro cervello rimane calmo perché non deve preoccuparsi che la sua preziosa energia venga consumata.

Questa è una dinamica importante per capire ogni volta che si impara qualcosa di nuovo, soprattutto se è totalmente una cosa nuova.

All’inizio, tutto ti sembrerà difficile e confuso. Ma una volta che ti sei esposto abbastanza, tutto comincia a diventare più facile.

E’ fondamentale capire e abbracciare la disfluenza iniziale che proverai e spingere fino a raggiungere un livello base di scioltezza. Una volta che avrai capito questo concetto base l’apprendimento diventerà progressivamente più facile (e più divertente).

"Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.“

Rilevanza domina come e cosa si impara

La conservazione è fondamentale per l’apprendimento, quindi vale la pena di parlare di alcune delle caratteristiche più importanti della memoria.

In primo luogo, si dovrebbe vedere il cervello come un unico grande “rilevatore di cambiamento“. Sta sempre a controllare tutto l’ambiente, alla ricerca di cose rilevanti.

Il cervello usa la rilevanza come segnale per creare nuove memorie da utilizzare per prendere decisioni future.

Questo ci porta alla conclusione che se vogliamo ricordare qualcosa dobbiamo trovare un modo per renderla memorabile.

È più facile farlo nella nostra vita di tutti i giorni perché in molte situazioni succede automaticamente e senza alcuno sforzo da parte nostra.

Ma il coinvolgimento della rilevanza in altri tipi di conoscenza non è qualcosa di automatico. Ci si aspetta che leggere qualcosa o guardare una sola volta un video e magicamente ce lo ricordiamo, ma ci sbagliamo.

Basta pensare a tutti i libri che hai letto e considera quanto poco di ciascuno di quelli ricordi.

È necessario trovare modi per creare “tags” (i ricercatori li chiamano “cues”) per ogni porzione di conoscenza che si desidera ricordare. Poi devi trovare un modo per creare dei collegamenti tra quegli spunti e i tuoi ricordi.

Ci sono una varietà di metodi che alla fine ti daranno il risultato che stai cercando. Ma si dovrebbe sempre cercare soluzioni che sono sia efficienti che efficaci.

Un modo semplice per farlo è usare programmi come Anki, che ho menzionato prima. Permette di creare flashcard con file multimediali allegati, come immagini, suoni e video.

Ogni volta che crei una flashcard, per lo meno, trova un’immagine che puoi associare al contenuto di quella flashcard.

Le indicazioni rilevanti sono quelle che più spiccano e sono le più rilevanti per il concetto che stai cercando di ricordare.

Mentre lavori per imparare cose nuove, pensa a come incorporare la rilevanza.

Divide et impera

La parte più difficile di imparare qualcosa e’ capire da dove cominciare.

Le informazioni sono ovunque, ed è incredibilmente facile essere spinti e trascinati in milioni di direzioni diverse.

Un errore comune è quando qualcuno decide di affrontare i compiti più difficili che si possono immaginare senza alcun tipo di processo di accelerazione. Potrebbe sembrare interessante intraprendere un percorso così “hardcore”, ma è completamente controproducente.

Perché prendere la strada dura prima di tutto è una cattiva idea?

Perché si può imparare solo suddividendo un argomento o un’abilità in piccoli pezzi di facile comprensione. Questo è un processo noto come “sminuzzamento”, ed è assolutamente importante per l’apprendimento.

La ragione per cui è così importante spezzettare ciò che si impara viene dai limiti della memoria di lavoro. La memoria di lavoro è limitata in quanto può contenere solo pochi elementi alla volta e il suo utilizzo fa consumare risorse del tuo cervello.

Un modo semplice per capire cosa fa la memoria di lavoro è vederla come quella parte della tua memoria che ti permette di “pensare”.

Quando si pensa a qualcosa, si combinano nuove informazioni con informazioni già presenti nella memoria a lungo termine. Se già capisci qualcosa molto bene, allora puoi pensarci senza occupare molto spazio nella memoria di lavoro, il che, a sua volta, significa che richiede meno energia per l’elaborazione.

Per capire come funziona tutto questo, pensa al processo di imparare a guidare. Quando si impara per la prima volta, bisogna pensare a tutto: come premere i pedali, come girare il volante, come usare gli indicatori di direzione, ecc.

Man mano che si acquisisce maggiore esperienza nella guida di un’auto, il processo passa da un gruppo di informazioni (girare il volante, premere i pedali, usare l’indicatore di direzione, ecc…) che occupano spazio nella memoria di lavoro ad un singolo blocco che può essere identificato semplicemente come “guida”.

La capacità di pensare chiaramente ad un soggetto è legata in larga misura a quanto spazio occupa nella memoria di lavoro e l’obiettivo finale dovrebbe sempre essere quello di ridurre la quantità di pensiero necessario per svolgere un compito.

Per trarre vantaggio da questo processo di apprendimento fondamentale, è necessario fare qualcosa con cui la maggior parte delle persone hanno difficoltà: ingoia il tuo ego. Se stai imparando una nuova materia, sii umile e riconosci quando non capisci i concetti di base. Una volta fatto questo, concentrati sulla padronanza di questi concetti di base.

Mano a mano che impari i “pezzi” d’informazione più piccoli verranno uniti in blocchi più grandi e riuscirai a pensare in modo più chiaro e veloce in base all’argomento che stai studiando.

“Imparare senza riflettere significa sprecare energia.”

Come gli stili di apprendimento possono far deragliare i tuoi progressi

Forse il problema più grande per la maggior parte delle persone che imparano qualcosa di nuovo è che semplicemente non hanno idea di come farlo correttamente.

Peggio ancora, ci sono un certo numero di stili di apprendimento della “saggezza popolare” e concetti che, nonostante siano a prima vista corretti, sono semplicemente sbagliati.

La fiducia in queste idee sbagliate può facilmente generare piani di apprendimento e, peggio ancora, scoraggiare le persone dall’iniziare un progetto di apprendimento.

Ci concentreremo su un solo concetto errato: gli stili di apprendimento.

Ti è mai stato chiesto quale sia il tuo “stile di apprendimento”?

Le risposte tipiche sono “auditive”, “visive” e “cinestesico (tocco)”, anche se ci sono modelli con molte altre opzioni, come “logiche”.

L’idea è che si possono avere informazioni su misura specificamente per come il tuo cervello “personale” elabora le informazioni, il che, a sua volta, implica che imparerai male se le informazioni non sono formattate in modo tale da assecondare il tuo stile.

Ecco il problema: gli stili di apprendimento sono completamente fasulli. Sono stati proposti negli anni ’70 da ricercatori che volevano trovare un modo per ottimizzare l’apprendimento per i singoli studenti. Non c’era alcuna prova che suggerisse la loro esistenza.

Purtroppo, l’idea si è diffusa come un virus nel mondo dell’educazione e viene usata regolarmente. Sembra un’idea così intuitivamente corretta ed è difficile da sopprimere.

Per prima cosa, ti farà credere (erroneamente) che sei limitato in termini di capacità di imparare da una varietà di formati.

Se pensi di essere un tipo visivo, è più probabile che ti concentri esclusivamente sui contenuti video e ignori i libri di testo. Se pensi di aver bisogno di toccare le cose per imparare, è meno probabile che ti impegni con tutto ciò che non è fisicamente davanti a te.

Per mettere il problema in termini più schietti, credere negli stili di apprendimento dà alle persone una scusa per la loro mancanza di progressi.

Ancora peggio, gli stili di apprendimento possono fornire una scusa per non fare nulla, semplicemente perché non si adattano alla nostra concezione di ciò che qualcuno con il nostro stile sarebbe in grado di imparare.

La buona notizia è che si può superare questo problema abbastanza facilmente: smettere di credere nei stili di apprendimento.

Mentre tutti noi abbiamo differenze individuali nel modo in cui il nostro cervello opera a livello micro (cioè modelli di pensiero individuale, esperienze, ecc.), il cervello sano funziona essenzialmente allo stesso modo a livello macro (tutti noi abbiamo pensieri generati da neuroni).

Il tuo cervello è incredibilmente adattivo e ricettivo alle nuove informazioni, indipendentemente dal formato in cui si trova.

Abbiamo un pregiudizio verso l’informazione visiva, ma siamo in grado di imparare da qualsiasi mezzo di informazione che incontriamo. Se ci pensi, non essere in grado di imparare da specifici canali sensoriali sarebbe uno svantaggio significativo per i nostri antenati in natura.

Non darti uno svantaggio inutile, abbraccia il fatto che puoi imparare da qualsiasi cosa.

Se hai difficoltà con un argomento specifico, non è perché non corrisponde al tuo stile di apprendimento.

Per imparare fai una pausa

Uno degli aspetti più trascurati dell’apprendimento è anche uno dei più critici: i periodi di riposo.

Se sei come la maggior parte delle persone, probabilmente utilizzi un metodo con lunghe sessioni di studio di più ore.

Mentre il volume di allenamento è un pezzo importante del puzzle, questo tipo di approccio è in realtà non il più efficiente. Una delle ragioni principali deriva da ciò che è stato osservato sulla memoria nel tempo.

Ci sono 3 fattori primari:

  • il cervello ha bisogno di riposo per passare attraverso un processo noto come consolidamento della memoria, che rafforza i ricordi e li rende permanenti.
  • il tuo cervello ha bisogno di tempi di inattività per creare connessioni significative tra i concetti in modo subconscio (un processo noto come incubazione).
  • la fatica può ostacolare le prestazioni e la motivazione, e se non si fanno pause, allora è molto meno probabile che si continui a studiare.

Alla fine degli anni ’70 è stato condotto un famoso studio sulla memoria che ha testato diversi programmi di pratica per diversi gruppi di lavoratori delle poste che stavano tutti imparando ad usare una nuova tecnologia.

Quello che scoprirono fu che il programma più efficace era quello di allenarsi per 1 ora al giorno (un programma spesso chiamato “spaced practice”), il che fu sorprendente, considerando che c’era un gruppo che si esercitava per 2 ore al giorno, due volte al giorno (un programma spesso chiamato “massed practice”).

Si tratta di un fenomeno ben noto, in netto contrasto con l’ormai famosa “regola delle 10.000 ore” (si dice che servano 10.000 ore per diventare un esperto in un determinato lavoro), che fa sembrare che il volume sia l’unica cosa che conta nella costruzione delle competenze.

Quindi se hai intenzione di imparare qualcosa, non ucciderti per impararla. È una maratona, non uno sprint.

Aumentare il volume delle ore dedicate allo studio potrebbe sembrare intuitivamente il modo giusto per imparare, ma non sarà A) efficace come un programma di apprendimento che incorpora il riposo e B) prevenire il burnout (soprattutto se ciò che si sta cercando di imparare è fisico).

L’altra parte di questa equazione, le cui basi sono importanti da conoscere, è il consolidamento della memoria.

Il consolidamento può essere pensato come il processo di “stabilizzazione” delle tue memorie. Questo è un processo necessario perché i ricordi sono in realtà abbastanza “fragili” quando li si crea per la prima volta. Come quando passi in un prato con l’erba alta, se non ci passi più volte l’erba ritorna al punto di partenza e non vedi più dove sei passato.

Si può pensare al consolidamento come “imparare senza sforzo”, perché è un’attivita del subconscio. Qualsiasi sistema di apprendimento deve tenere conto di questo aspetto dinamico: lo sforzo cosciente delle cose (come la creazione di flashcard, la pratica, ecc.) e il lato subconscio, biologico.

Il sonno è fondamentale per il consolidamento e non dovrebbe essere trascurato.

A parte il lato dell’apprendimento delle cose, la privazione del sonno è semplicemente terribile per noi.

Quindi le due cose importanti sono:

  1. è importante dormire a sufficienza.
  2. fare delle pause aiuta ad imparare.

Se ti senti bloccato nell’apprendimento in un modo o nell’altro, prova a prenderti un giorno libero.

Fai una passeggiata, lascia viaggiare i tuoi pensieri un po’. Se hai saltato il sonno, vai a fare un pisolino e poi assicurati di dormire abbastanza stasera.

La benzina per il tuo apprendimento

E’ normale pensare che l’apprendimento sta tutto nella lettura di libri ma solitamente non è sufficiente.

Il vero apprendimento richiede informazioni da qualche tipo di fonte esterna: il feedback.

C’è un feedback intrinseco, che è un feedback che si ottiene naturalmente dai sensi.

Poi c’è il feedback aumentato, che viene da fonti artificiali, come la voce di un’altra persona. Per esempio, un allenatore che dice ad un giocatore di basket che il suo ultimo tiro era pessimo.

Molte attività forniscono un feedback intrinseco che può generare una tonnellata di apprendimento, specialmente all’inizio. Ma il feedback che aiuterà maggiormente il tuo apprendimento è il feedback incrementato.

Ottenere un utile feedback incrementato può essere difficile. Ci sono molte fonti potenziali di informazioni esterne e la maggior parte di esse non saranno di alta qualità.

È necessario trovare un tutor/mentore che sia pratico su come fornire un feedback decente.

Qui ci sono alcuni suggerimenti per riconoscere qualcuno che sa quello che sta facendo:

  • non forniscono un feedback immediato. Meglio lasciare che un allievo riceva un feedback intrinseco per qualche secondo prima di intervenire.
  • non passano tutto il loro tempo a lamentarsi delle tue scarse prestazioni. Studi hanno dimostrato che questo stile di feedback è meno efficace nel migliorare le prestazioni. Inoltre succhia via tutta la motivazione e può indurre lo studente a smettere.
  • calibrano il loro feedback in base al tuo attuale livello di abilità. Molti istruttori sono molto bravi a istruire gli studenti ad alto livello, ma hanno una limitata capacità di ricordare cosa vuol dire essere un principiante. Questo può ritardare notevolmente i tuoi progressi se sei alle prime armi. Un istruttore esperto capisce che i principianti non sanno tanto quanto loro e adatterà il suo feedback al livello corretto di comprensione.

Mentre si può ancora imparare molto operando da soli, l’unico modo per giudicare se il tuo programma di apprendimento è efficace è esporre quello che hai appreso al mondo esterno.

Nel caso di un programmatore, ad esempio, deve far vedere il proprio codice davanti ad altri programmatori e ascoltare il loro feedback.

Quindi trova il modo di ottenere un feedback di qualità. La parola chiave qui è “qualità”, dato che ottenere un qualsiasi tipo di feedback può essere frustrante e controproducente.

"Nessuna giornata in cui si è imparato qualcosa è andata persa."

Comprendere i tipi di abilità

L’apprendimento riguarda, per la maggior parte delle persone, la costruzione e l’affinamento delle competenze.

Ci sono certamente altri obiettivi, ma presumo che tu sia interessato ad imparare perché vuoi imparare a fare qualcosa.

Prima di poter fare veri progressi, è necessario capire questo: diversi tipi di abilità richiedono sistemi di apprendimento diversi. Mentre ci sono alcuni concetti universali nell’apprendimento il formato delle prestazioni cambia il modo in cui si dovrebbe fare pratica.

In questo articolo mi concentrerò su due tipi di abilità facili da capire: abilità aperte e abilità chiuse.

Un’abilità aperta è un’abilità in cui l’ambiente è imprevedibile e devi variare le tue azioni su base regolare.

La maggior parte degli sport di squadra rientra in questa categoria. Considera quanta variazione c’è in una partita di calcio. I giocatori sono in un numero quasi infinito di posizioni in campo e si adattano costantemente l’uno all’altro. E’ praticamente impossibile prevedere l’esatta progressione di una partita di calcio.

Le abilità aperte tendono anche ad essere le più benefiche in termini di capacità cognitive, compresa la capacità di autocontrollo.

Le abilità chiuse sono l’opposto delle abilità aperte in quanto coinvolgono ambienti prevedibili e azioni prevedibili. Per continuare ad usare l’analogia del calcio, questa è la categoria in cui rientrano i rigori.

Il calcio di rigore è un’abilità prevedibile. Il giocatore sale fino al punto preciso e calcia la palla verso la porta. Le regole del gioco impediscono ad altri giocatori di interferire fisicamente con questo processo.

Vale la pena ricordare che questo è uno range, non un sistema di classificazione binario. Molte attività cadono in mezzo tra le due, con alcuni elementi di abilità aperta e alcuni elementi di abilità chiusa.

La maggior parte delle abilità non sono su entrambi i lati estremi e molte abilità possono anche essere suddivise in sotto-competenze che non sono nella stessa categoria.

Giocare a calcio ed i calci di rigore sono opposti, ma la realtà è che i rigori fanno parte del calcio, quindi si potrebbe dire che è un’abilità chiusa contenuta in un’abilità aperta.

Massimizzare l’apprendimento con la pratica

Parliamo di come esercitarsi, che è spesso trascurato quando le persone vogliono imparare nuove abilità.

Chiunque abbia mai provato ad imparare una nuova abilità è consapevole della necessità di esercitarsi in quella abilità. Ma il modo di esercitarsi è generalmente tralasciato.

Ancora peggio, le persone cadono nella trappola di credere che qualsiasi tipo di pratica vada bene.

La realtà è che quando si tratta di praticare, il modo in cui si pratica è più importante di quanto si pratica. Tecniche di pratica inefficaci ostacoleranno il tuo progresso.

Imparare a praticare correttamente per l’abilità specifica che si desidera apprendere diventa quindi un’abilità importante di per sé. Si inizia con l’esame del tipo di abilità che si desidera apprendere.

Usiamo l’esempio di pallacanestro. Il modo più semplice per pensare a come esercitarsi è questo: imparare a tirare un tiro libero richiede un diverso tipo di pratica rispetto all’imparare a giocare il vero e proprio gioco della pallacanestro.

Se stai cercando di diventare un giocatore di pallacanestro migliore, non ha senso spendere tutto il tempo in movimenti ripetitivi senza alcun tipo di variazione (questo è spesso indicato come pratica bloccata). Ha molto più senso esporti a quante più situazioni realistiche possibili in campo.

Fai tutto il necessario per costruire la tua capacità di adattarsi all’ambiente in costante cambiamento che troverai in un gioco.

Ma se stai cercando di diventare un sollevatore di pesi migliore probabilmente dovrai ripetere gli stessi movimenti più e più volte, perché la variazione di forma non è una caratteristica del sollevamento pesi.

In abilità come la pallacanestro, è una buona idea utilizzare entrambi i stili: pratica casuale per il miglioramento generale delle abilità e pratica bloccata per il miglioramento di abilità specifiche (tiri liberi, tiri in salto, ecc.).

Qui ci sono un paio di regole empiriche che puoi usare quando stai cercando di imparare entrambi i tipi di abilità (o un mix delle due):

  • le abilità aperte richiedono una variazione, quindi assicurati che la tua pratica comporti un sacco di variabilità. Non esercitarti solo nei movimenti; assicurati di praticare situazioni in cui hai bisogno di reagire al tuo ambiente e di mettere alla prova il tuo apprendimento.
  • le abilità chiuse dovrebbero essere praticate esattamente come sarebbero state eseguite “dal vivo”. Le prestazioni saranno misurate in base alla competenza in movimenti specifici, in modo da renderli il più fluidi possibile. La variazione non è così importante in questo caso.

Se non rispetti la realtà dei tipi di abilità, non solo ti sentirai frustrato, ma probabilmente anche abbattuto in qualsiasi cosa tu voglia migliorare.

Coloro che capiscono questa dinamica avranno abilità che riflettono l’esperienza del mondo reale e supereranno  costantemente coloro che non lo fanno.

Gli studi scientifici hanno verificato e confermato che la pratica casuale crea una ritenzione superiore.

Questa è una distinzione importante perché l’apprendimento non si misura in base a ciò che si può fare subito dopo averlo ripetuto un sacco di volte, ma in base alla possibilità di eseguire correttamente le stesse azioni in seguito.

La pratica bloccata è popolare proprio perché molte persone non capiscono l’importanza della ritenzione.

Come evitare gli alti e bassi nell’apprendimento

In questo capitolo ti parlo di qualcosa che riguarda quasi tutti coloro che vogliono imparare qualcosa a lungo termine: gli alti e bassi, o periodi in cui si ha l’impressione di non fare alcun progresso.

Idealmente, si vuole evitare questi sali-scendi ogni volta che è possibile. Ma si vuole anche essere attrezzati per superarli se ci si ritrova in una situazione di stallo.

Ecco il problema: la natura dell’apprendimento di una nuova abilità crea una trappola in cui è molto facile cadere.

Quella trappola è chiamata la “legge di potere della pratica”, e descrive come le prime fasi dell’apprendimento comportano una quantità enorme di progressi seguiti da una rapida caduta.

Quando il tuo corpo non è abituato alle sollecitazioni risponderà rapidamente anche alle routine più inefficienti.

Ma dopo che il corpo si abitua ad essere regolarmente esposto alle nuove sollecitazioni i​ e si fermeranno completamente se non diversifichi il modo.

Imparare una nuova abilità funziona allo stesso modo. Quando si è nelle prime fasi di apprendimento di un’abilità, si possono fare salti rapidi semplicemente in virtù del fatto che si parte da uno stato di scarsa conoscenza e ogni sessione può introdurre concetti nuovi.

In altre parole, il fatto di non sapere quasi nulla funziona a proprio vantaggio, perché l’unica strada è salire e migliorare.

Comincerai a vedere i problemi quando raggiungerai la fase intermedia, a quel punto la qualità e l’efficienza del tuo programma di allenamento si manifesteranno. Questo è dove le cose iniziano a diventare difficili.

La linea guida generale per trovare una via d’uscita è di introdurre una certa variabilità nel tuo processo di apprendimento.

Il modo più efficace per fare questo è quello di cercare il feedback da parte di professionisti più esperti dell’abilità che stai imparando. Chiedi a loro come si esercitano o, se sono disposti a permetterlo, trovate un modo per partecipare alla loro routine per vedere se potete scoprire alcune nuove dimensioni dell’abilità che non avevate considerato prima.

A volte la soluzione migliore è fare una breve pausa.

Prenditi qualche giorno libero (o vai in vacanza se puoi), fai dei respiri profondi e dai al tuo cervello la possibilità di rilassarsi per un po’ di tempo.

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